L’ordine ionico: 9 appunti per capirlo bene

L’ordine ionico è il secondo dei tre stili architettonici nati nell’antica Grecia: storicamente si colloca tra lo stile dorico e lo stile corinzio. Presenta gli stessi elementi architettonici dell’ordine dorico eppure sono presentati in maniera completamente nuova e rivista, sacrificando la tipica monumentalità dorica a favore di costruzioni finemente decorate e più inclini ai giochi di luce.
In questo post ti ho segnalato nove appunti da tenere a mente in fase di studio.
Alla fine del post troverai una sintesi di questi appunti più un riepilogo per immagini visibile anche su Instagram.

1. Cos’è l’ordine ionico

L’ordine ionico è lo stile architettonico sviluppatosi in Grecia nel VI secolo a.C., pochi decenni dopo l’accrescimento dell’ordine dorico.
Pur essendo coevo del dorico, le forme architettoniche dell’ordine ionico risultano più allungate, snelle e slanciate.

2. Perché l’ordine ionico ha questo nome

Il termine ionico deriva dagli Ioni, un antico popolo che migrò lungo le coste di una regione dell’Asia Minore (la Iònia, appunto) e fondò colonie importanti come Mileto ed Efeso.
Lo scambio commerciale che questa parte della Grecia ebbe con i popoli orientali attraverso gli Ioni, determinò una particolare sensibilità artistica, più attenta agli elementi decorativi che è ben visibile nei templi in ordine ionico.

3. Qual è la peculiarità di questo stile architettonico

Ciò che distingue l’ordine ionico da quello dorico è la materia dell’ispirazione: la natura. Non più l’esattezza matematica applicata in maniera nuda e cruda come avviene per lo stile dorico. Alla base della costruzione degli edifici ionici, le forme degli elementi naturali si fondono con le componenti architettoniche dando vita a soluzioni decorative originali e fantasiose. Talvolta gli elementi scultorei si sostituiscono all’architettura.
Inoltre la ricchezza degli edifici in stile ionico sta anche nell’aumento del numero di colonne, poiché la pianta dei templi è diptera; vale a dire che il naos è circondato da due file di colonne.

4. Come si fa a distinguere l’ordine ionico dagli altri ordini architettonici

Come avviene per l’ordine dorico, per riconoscere lo stile ionico bisogna osservare attentamente il modo in cui sono state realizzate due parti architettoniche: le colonne e la trabeazione (cioè tutti gli elementi che costruiscono l’architrave).

5. La colonna ionica: base e fusto

Le colonne dell'ordine ionico presentano un basamento
Basamenti delle colonne ioniche dell’Eretteo ad Atene. Fonte, Wikipedia.

A differenza della colonna dorica che poggia direttamente sullo stilobate, la colonna ionica ha una base che la solleva dal pavimento.
Questa base è formata da due elementi convessi, i tori che, a mo’ di panino, comprimono un elemento concavo, il torchilo.
Si ha così l’impressione di vedere la colonna poggiata su un elastico che le dà uno scatto verso l’alto.
Il fusto della colonna dell’ordine ionico è anch’esso scanalato, ma a differenza dello stile dorico, gli spigoli prodotti dai solchi sono smussati producendo un gioco di luci più sfumato sui rocchi.
L’entasi (il rigonfiamento che si vede nella colonna dorica) scompare e il fusto è meno rastremato, poiché risulta più snello e più alto, conferendo un maggiore slancio alla struttura. Prima di giungere al capitello, talvolta si può notare alla sommità della colonna ionica una fascia decorata con motivi floreali a forma di ventaglio (anthemia).

6. Il capitello della colonna ionica

Il capitello della colonna ionica è un elemento distintivo fondamentale perché strutturalmente presenta gli stessi elementi del capitello dorico; tuttavia mostra delle decorazioni che ne rivoluzionano la forma.
L’echino stavolta è composto da due parti: il catino che risulta più schiacciato e con il profilo decorato a òvoli. La seconda parte è sormontata da due volute che rendono la pietra decisamente più morbida.
Anche qui è l’abaco (sottilissimo) a chiudere il capitello, anch’esso decorato con degli ovoli.  

7. L’architrave dell’ordine ionico

L’architrave dell’ordine ionico è tripartito: vuol dire che è costituito da tre fasce di pietra una più sporgente dell’altra a man mano che si va verso il fregio. Anche questo è un espediente decorativo utile a creare un vibrante gioco di luci e ombre sulla prima fascia della trabeazione.
Il fregio ionico invece è continuo: questo significa che i bassorilievi che decorano la parte superiore del tempio formano una fascia continua di sculture.

8. Il tempio ionico più importante

Non restano molte testimonianze di templi ionici, ma solo ricostruzioni. Tuttavia, tra queste emerge il tempio di Artemide a Efeso: l’Artemision. È stato il tempio ionico più importante, dedicato appunto alla dea della caccia; attorno al naos (che non aveva la copertura, ma era a cielo aperto), lungo lo stilobate, si dispiegava un colonnato diptero composto da ben 108 colonne (se non addirittura 117). Alcune di queste colonne, avevano il rocchio di base scolpito da figure umane in bassorilievo, anziché scanalato. Questo dimostra la forte vocazione dello stile ionico conferire una certa espressività all’architettura, convertendola in vera e propria scultura.

9. L’ordine ionico che trasforma l’architettura in scultura

A proposito di scultura, una delle evoluzioni dell’ordine ionico è stata quella di trasformare l’intera colonna in una figura femminile che sorregge l’architrave: la cariatide. Un esempio di questa trasformazione lo si può ammirare all’Eretteo, un tempio ionico situato sull’acropoli di Atene. A Sud di questo tempio c’è una loggia il cui tetto è sorretto da sei cariatidi che sostituiscono le colonne.

L’ordine ionico in sintesi

Lo stile Ionico si è sviluppato nel VI secolo a.C., a partire dalle regioni dell’Asia Minore. A differenza dello stile dorico, l’ordine ionico è più attento agli elementi decorativi: ricorre spesso all’uso di forme riconoscibili in natura quanto a motivi di fantasia. Pertanto gli edifici ionici risalutano più morbidi, alti, slanciati mitigando il carattere monumentale. La colonna ionica è provvista di un basamento che la solleva dallo stilobate, il fusto è scanalato con spigoli smussati, è più lunga e meno rastremata. Il capitello ionico si distingue soprattutto per le due grosse volute che sporgono dall’echino. Nella trabeazione l’architrave della è tripartito, mentre il fregio è continuo. Il tempio Ionico più importante è stato l’Artemision, a Efeso, dove la base di alcune colonne era addirittura scolpita con delle figure. La maggiore espressione di decorazione architettonica raggiunta dall’ordine ionico è costituita dalle cariatidi, le statue a figure femminili che sorreggono i tetti o i loggiati dei templi, sostituendo le colonne.

Puoi aggiungere altro, se vuoi

Se ci sono altri aspetti dell’ordine ionico che vuoi annotare nei commenti, accomodati pure! Contribuirai ad arricchire questo post di altre preziose informazioni e potrai essere d’aiuto a chi ne vuole sapere di più.
Inoltre se ci fossero degli aspetti poco chiari degli appunti che ho annotato, serviti sempre della sezioni dei commenti per segnalarmeli e ti risponderò quanto prima.


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