Banner per l'articolo rivolto all'ordine dorico

L’ordine dorico: 9 punti per conoscerlo più un dettaglio

L’ordine dorico è lo stile architettonico da conoscere a memoria. Fondamentale per lo sviluppo dell’architettura greca, ha creato tutti i presupposti per l’evoluzione dell’arte antica e moderna. Ho pensato di riassumerlo per te in nove punti fondamentali a cui ho aggiunto una curiosità al termine del post che ti aiuterà a capire qualcosa in più sull’evoluzione di questo stile.

1 . Cos’è l’ordine dorico

L’ordine dorico è, cronologicamente, il primo di tre ordini architettonici che si è sviluppato nella Grecia antica; a seguire troviamo quello ionico e quello corinzio.
La particolarità di un ordine architettonico come quello dorico è che per la prima volta i Greci introdussero regole di costruzione matematiche e geometriche, estremamente rigorose. Gli elementi architettonici si sviluppavano attraverso le proporzioni per cui tutte le singole parti di un’opera sono in relazione tra loro.

2. Perché l’ordine dorico si chiama così

Dato lo sviluppo di questo ordine architettonico nella regione del Peloponneso, il termine Dorico deriva dai Dori; ossia la popolazione che dalla fine del II millennio a.C., invase e insediò le regioni meridionali del Peloponneso. Dopo un lungo e difficile processo di integrazione con gli abitanti locali, nacque il popolo degli Elleni: cioè quella civiltà greca, celebre per aver fondato le polis, la scienza, la politica e la filosofia che è arrivata fino a noi attraverso i libri di storia.

3. In quale periodo storico si è sviluppato

Lo sviluppo dell’ordine dorico coincide con l’avvio del Periodo Arcaico, a partire dal VI secolo a.C.
In questa fase storica le polis proliferavano nelle colonie che i Greci fondavano al di fuori della madrepatria.
Per cui, la costruzione di nuove città richiedeva un adeguato assetto urbanistico e precise regole di costruzione. Ed è in questo contesto che l’ordine dorico trova terreno fertile per la sua crescita.

4. Qual è la sua peculiarità

È il più antico, maestoso e possente ordine architettonico della Grecia. Tutte peculiarità che gli conferivano un alto valore simbolico.
Tant’è che l’ordine dorico veniva impiegato per la costruzione dei templi, cioè gli edifici dedicati alle divinità; i più importanti della Grecia.

5. Come si distingue l’ordine dorico dagli altri ordini architettonici

Anche se sono pochi i templi più o meno integri, è possibile definire lo stile architettonico di un edificio osservando attentamente due componenti architettonici: le colonne (gli elementi verticali) e la trabeazione (vale a dire tutti gli elementi orizzontali che compongono l’architrave che sorregge il tetto).

6. Il fusto della colonna dorica

La colonna che appartiene all’ordine dorico si riconosce già a partire dalle fondamenta, poiché poggia direttamente sullo stilobate (il basamento del tempio); infatti non possiede alcuna zoccolatura. Altra particolarità della colonna dorica sono le scanalature scavate lungo il fusto, che producono spigoli vivi. In questo modo si creava un gioco di luci e ombre tale per cui i volumi della colonna apparivano massicci e maestosi.
Tuttavia, la colonna non era perfettamente cilindrica. Essa infatti presentava un rigonfiamento sulla prima metà inferiore, chiamato entasi. La colonna era poi rastremata verso l’alto: vale a dire che si restringeva.
Questi accorgimenti facevano apparire la colonna viva. Come un muscolo che si rigonfia nel punto un cui raggiunge la massima tensione e si restringe sui tendini.
La colonna terminava in alto con un capitello.

7. Il capitello della colonna dorica

Il capitello della colonna dorica è quell’elemento che raccorda l’architrave al fusto.
Si compone di due elementi: l’echino e l’abaco.

L’echino, che si trova immediatamente sul fusto della colonna, è una sorta di catino, di forma schiacciata per sottolineare l’entità del peso che deve sorreggere.
L’abaco è l’elemento che si trova tra l’echino e l’architrave: ha forma di un parallelepipedo schiacciato.

8. La trabeazione

Schema dell'ordine dorico applicato al Partenone
L’ordine dorico nel Partenone. Fonte Wikipedia.

La trabeazione è l’insieme di elementi verticali che costituisce l’architrave. Nell’ordine dorico questa si compone di tre livelli: l’architrave che si trova al primo livello, il fregio che si trova al secondo livello e la cornice che si trova al terzo livello.
L’architrave che poggia sui capitelli delle colonne è perfettamente liscio ed è costituito da un insieme di travi accostate tra loro. Ogni trave è compresa tra una coppia di colonne.
Il fregio dorico, cioè la fascia decorativa immediatamente sopra l’architrave, è l’elemento più caratteristico di questo stile architettonico. Esso si compone di due elementi: la metopa e il triglifo.
La metopa è una lastra quadrangolare che copriva i fori generati tra una trave. All’inizio le metope erano lisce, ma nel corso del tempo si arricchirono con delle sculture.
Il triglifo era l’elemento di copertura delle travi solcato da quattro scanalature che formavano tre rilievi.
Infine troviamo la cornice che chiude tutti gli elementi della trabeazione.

9. Tre tra i templi dorici più importanti

Tra gli edifici di ordine dorico meglio conservati, di sicuro c’è quello il tempio di Nettuno a Paestum, in Campania. Risulta praticamente intatto; le colonne dei lati frontali sono gigantesche poiché hanno un diametro di circa due metri e sono alte quasi nove metri. Anche il tetto risulta pressoché integro ed è possibile ammirare la configurazione dell’architrave dove le metope lisce, sono intervallate dai triglifi. La mole del tempio risulta compatta e poco slanciata, perché risente poco di tutte quelle evoluzioni costruttive tese ad alleggerire questo tipo di costruzione.
Il discorso cambia per il tempio di Era, che si trova sempre a Paestum, proprio accanto al tempio di Nettuno. Il tetto di questo tempio è andato perduto, ma il colonnato è rimasto in piedi. L’entasi delle colonne è più marcata, nel complesso la struttura risulta più slanciata e le forme allungate.
Infine, il tempio per antonomasia, che costituisce la summa di tutte le tecniche avanzate di costruzione è senza dubbio il Partenone che, seppur parzialmente distrutto, risulta il massimo esempio dell’ordine dorico. Il tempio era dedicato ad Atena Pathenos, costruito per celebrare la vittoria della razionalità sulle barbarie perpetuate dai nemici dell’Attica. Le sue sculture sulle metope narravano epiche battaglie e scene di devozione del popolo ateniese.

Un dettaglio importante: le origini costruttive dell’ordine dorico

Oggi diamo per scontato il che i templi si costruivano con pietra calcarea e marmo, ma in realtà bisogna immaginarli anche costruiti in legno soprattutto all’inizio della loro edificazione.
Da cosa lo deduci?
Se osservi un tempio dorico, noterai un dettaglio che parla chiaramente della sua origine costruttiva lignea.
Il crepidoma, ossia il basamento a gradini del tempio che lo sollevava da terra. La scelta di questo tipo di basamento aveva uno scopo preciso: doveva trattenere l’umidità del suolo. In questo modo si preservavano le colonne di legno che poggiavano sullo stilobate, cioè l’ultimo gradino del crepidoma.
C’è anche un altro dettaglio da tenere sottocchio: il triglifo che nel corso del tempo è diventato un elemento puramente decorativo, ma in origine aveva il ruolo di chiudere le travi del soffitto per non esporle alle intemperie. In origine, il triglifo era una formella di argilla posta nella parte terminale delle putrelle lignee.
Inoltre alcune colonne dei templi più antichi, hanno forme e dimensioni diverse l’una dall’altra, perché gli elementi dei primissimi edifici costruiti in legno, venivano sostituiti dalla pietra, man mano che le tecniche architettoniche progredivano. Quindi non sono perfettamente simmetrici.

Quindi, l’ordine dorico in estrema sintesi

L’ordine dorico è lo stile architettonico più antico sviluppatosi in Grecia a partire dal VI secolo a.C.
Si distingue dagli altri ordini architettonici perché le colonne poggiano direttamente sullo stilobate, hanno delle scanalature a spigoli vivi, sono rastremate e presentano un rigonfiamento (entasi) sulla prima metà del fusto. Il capitello è formato dall’echino (a forma di catino) e dall’abaco (a forma di cubo schiacciato). Il fregio sull’architrave è costituito dall’alternarsi di due elementi: la metopa e il triglifo.
L’ordine dorico è stato lo stile architettonico usato per la costruzione dei templi più importanti dell’Attica: uno su tutti, il Partenone.

Vuoi aggiungere altro sull’ordine dorico? Accomodati pure!

Se ti venisse in mente qualche altro elemento da aggiungere alla lista che ho steso, puoi lasciare un commento alla fine del post. Inoltre, se ci sono dei punti che ti risultano poco chiari o hai difficoltà a memorizzare alcune informazioni, rendimi partecipe delle tue perplessità e le snoderemo insieme.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *