Illustrazione del Partenone, di come doveva essere originariamente

Dieci cose da sapere sul Partenone più una curiosità

Il Partenone è considerato il tempio perfetto del periodo classico. Di seguito troverai gli aspetti fondamentali che devi assolutamente conoscere su questo edificio storico, considerato patrimonio dell’umanità.

1. Significato del termine Partenone

La denominazione del Partenone deriva dal termine Atena Parthenos che, tradotto dal greco significa Atena Vergine. Questo significa che il tempio del Partenone è dedicato proprio ad Atena, dea della sapienza e figlia prediletta di Zeus.

2. Periodo e luogo di costruzione

La data di costruzione del Partenone si colloca tra il 447 e il 432 a.C. Si trova in Grecia, sul punto più alto della città di Atene: vale a dire l’Acropoli.
La città era la capitale dell’Attica, quindi la più importante del mondo greco e godeva della protezione della dea Atena. Motivo per cui il tempio fu dedicato a lei.

3. Motivo della sua edificazione

I greci costruirono questo tempio per cancellare lo scempio operato da Serse. Il re dei persiani, infatti, durante la seconda guerra contro le polis, passò per Atene, incendiò la città e distrusse il tempio dell’Acropoli.
Quindi l’attuale Partenone (quello che ne resta) è la ricostruzione di una struttura preesistente, che tuttavia presenta delle caratteristiche innovative. Inoltre si proponeva anche come simbolo di democrazia poiché per la sua realizzazione parteciparono le maestranze di tutta la regione.
La costruzione del tempio richiese un considerevole dispendio di denaro e energie. Tuttavia, Pericle bramava la sua costruzione perché oltre a essere luogo di culto, l’edificio doveva incarnare la vittoria della civiltà sulle barbarie compiute dal nemico.

4. I costruttori principali

Le figure principali che diedero vita al Partenone erano tre: i due architetti Ictino e Callicrate e lo scultore Fidia che supervisionava tutto il cantiere.

5. Lo stile del tempio

Il Partenone è un tempio di ordine dorico, in cui le colonne circondano tutto il perimetro della cella: per questo è denominato periptero. Inoltre è identificato anche come octastilo, poiché le colonne di facciata sono otto, mentre sui lati lunghi si contano 17 colonne.
La peculiarità di questo tempio è l’opistodomo; cioè lo spazio ricavato alle spalle del naos, che presenta una copertura a cassettoni sorretta da quattro colonne ioniche che si distinguono dalle principali.

6. Le innovazioni del Partenone

Aumentando il numero di colonne ne derivò un edificio imponente, con una cella molto più ampia rispetto alle precedenti costruzioni di questo tipo. Inoltre gli architetti realizzarono delle vere e proprie illusioni ottiche grazie ad alcune modifiche in fase di costruzione.
Per esempio, le colonne di facciata sono più spesse rispetto a quelle del pronao dando l’impressione di una maggiore profondità prospettica.
Tra i vari escamotage costruttivi, bisogna annotare la curvatura convessa dello stilobate (il basamento sul quale poggiano le colonne). Dato che il nostro occhio rende concave le superfici lunghe e piane, questo inganno architettonico serve a convincerlo che la superficie sia piatta.

7. Le sculture del Partenone

Il Partenone era ricchissimo di sculture a partire dalle facciate esterne fino ad arrivare alla cella.
Delle statue a tutto tondo decoravano il frontone orientale e quello occidentale.
Figuravano poi due tipi di fregi: un fregio esterno sulla sommità delle colonne doriche; un fregio interno, che fasciava la parte alta del naos.
Anche se al giorno d’oggi ammiriamo il marmo bianco delle sculture, in realtà venivano dipinte subito dopo la loro realizzazione. All’interno del naos c’era l’imponente scultura della dea Atena realizzata da Fidia.

8. Le rappresentazioni dei frontoni

Sul frontone Orientale era rappresentata la nascita della dea Atena a cui assistono tutte le divinità più importanti dell’Olimpo.
Sul frontone Occidentale era rappresentata la disputa tra Atena e Poseidone, per stabilire quale delle due divinità assumesse il compito di proteggere la città.
Atena risultò la vincitrice poiché con un prodigio fece germogliare un ulivo pronto a fornire tutti i frutti necessari per vivere e produrre olio.
In sostanza, il frontone è la rappresentazione stessa dell’Acropoli di Atene.

9. Le rappresentazioni dei fregi

Il fregio dorico visibile all’esterno del Partenone racconta le battaglie epiche che hanno visto protagonisti gli ateniesi e la dea Atena al loro fianco.
Sul lato sud del tempio sono scolpiti gli scontri che hanno determinato la Centauromachia; sul lato opposto, a nord, erano raffigurati gli episodi della Guerra di Troia.
A est, vennero scolpite le metope che illustravano la lotta degli dei contro i giganti (Gigantomachia); sull’altro lato corto, a ovest trovarono alloggio le storie dell’Amazzonomachia.
La particolarità del fregio eterno è che ogni metopa è intervallata da un triglifo: un elemento architettonico puramente decorativo che riveste una porzione di trave.
Questa caratteristica distingue il fregio esterno, discontinuo, da quello interno (il fregio ionico) che viene definito fregio continuo. Sulla parte alta del naos, infatti, le metope formano un’unica fascia scultorea lungo parte alta della cella.
Su questo fregio sono rappresentati i riti votivi e le processioni (Panatenee) che gli ateniesi tributavano ad Atena.

10. Le sculture realizzate da Fidia

Scultura a tutto tondo realizzata da Fidia per il frontone occidentale del Partenone
Fidia, frontone ovest. Fonte, Wikipedia.

Le sculture di Fidia sui frontoni o meglio, quel che ne resta, si fanno notare per via delle pose che le statue assumevano; queste mostravano un dinamismo fisico totalmente nuovo in quel periodo.
Questo dinamismo è accentuato da una tecnica che Fidia mise a punto e che rende uniche le sue sculture: l’effetto di “stoffa bagnata”. Vale a dire che l’aderenza delle vesti alle parti anatomiche delle figure, è realizzata in modo da sottolineare forme e movimenti.
L’altra scultura (perduta) più importante del Partenone realizzata da Fidia era sicuramente la statua crisoelefantina (cioè rivestita in oro e avorio) della dea Atena. Si trovava all’interno del naos ed era alta più di 12 metri.

11. Curiosità: il Partenone distrutto dagli eventi storici

A oggi, il Partenone ci appare tutt’altro che integro e molte delle sue sculture sono perdute mentre altre distano a migliaia di chilometri da Atene.
Nel corso dei secoli diventò una chiesa bizantina, motivo per cui si pensò di “cancellare” a martellate l’iconografia pagana rappresentata dalle sculture delle metope.
Nel 1687 veniva quasi distrutto da un colpo di cannone che i veneziani indirizzarono agli ottomani che lo avevano convertito a polveriera.
Infine, Lord Elgin, ambasciatore britannico per il sultano di Costantinopoli, asportò le metope del Partenone che attualmente sono esposte al British Museum di Londra.

Il Partenone, in sintesi

Il tempio del Partenone deve il suo nome alla dea Athena Parthenos. Costruito tra il 447 e il 432 a.C., l’edificio sostituiva una costruzione preesistente, distrutta dalle truppe persiane.
Gli architetti del Partenone furono Ictino e Callicrate, supervisionati dallo scultore Fidia: le sculture erano tutte dipinte.
Il tempio, periptero e octasilo è in stile dorico, anche se intorno alla cella presenta degli accorgimenti in stile ionico come le colonne dell’opistodomo e il fregio continuo.
Lo stilobate del Partenone è convesso per agevolare la vista del nostro occhio alla fuga prospettica dell’edificio.
Le sculture dei frontoni sono state realizzate da Fidia e sono connotate dall’effetto di stoffa bagnata per restituire maggiore dinamismo e fisicità alle figure. Sempre Fidia ha realizzato la colossale statua crisoelefantina della dea Atena, all’interno del naos.
Sulle metope del fregio esterno (dorico) sono state scolpite le battaglie combattute dagli ateniesi e dalla dea Atena contro figure mitologiche.
Sulle metope del fregio interno (ionico) sono stati rappresentati i riti votivi che gli ateniesi tributavano ad Atena.

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Queste sono le informazioni salienti da conoscere quando si parla del Partenone: le ricordi tutte? Hai difficoltà a memorizzarne qualcuna? Se la risposta è sì, quale? Puoi esprimere le tue perplessità scrivendo un commento sotto questo post e ti risponderò nel più breve tempo possibile.


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